

La Corte d’Appello penale di Roma ha riformato la sentenza di primo grado e condannato a due anni di reclusione un bidello, inizialmente assolto dal Tribunale dall’accusa di violenza sessuale. L’imputato era stato prosciolto in primo grado perché il suo gesto – il toccamento dei glutei di una studentessa sedicenne per pochi secondi – era stato ritenuto dal Tribunale una “manovra maldestra, accidentale, forse un gesto scherzoso”.
La Corte d’Appello ha riformato la sentenza del Tribunale, condannando il bidello a due anni di reclusione e accogliendo integralmente la prospettazione e le richieste della giovane parte offesa, assistita dall’Avvocato Andrea Buitoni dello Studio Picozzi e Morigi Avvocati. Inoltre, il MIUR è stato condannato al risarcimento dei danni.
Il ribaltamento del giudizio di primo grado scongiura quello che avrebbe potuto costituire un pericoloso precedente e riafferma il principio secondo cui il diritto all’autodeterminazione sessuale è assoluto e incondizionato.
La vicenda e l’azione intrapresa dallo Studio Legale sono state riprese dalla testata giornalistica Il Corriere della Sera. È possibile leggere l’articolo completo cliccando sul pulsante in basso.
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